Il pixel di tracciamento di Facebook

Questo pezzo sul pixel di tracciamento di Facebook è dedicato a due tipi di persone. È utile sei ti approcci al mondo digitale dal punto di vista del lavoro e se vuoi imparare uno degli strumenti più potenti che la piattaforma di Mark Zuckerberg ti mette a disposizione (per te, consiglio la lettura a partire dal paragrafo “Pixel di Facebook: cos’è (per chi ci lavora)“.

Ma è dedicato anche a un altro tipo di persone: i curiosi che vogliono sapere qualcosa in più a proposito dei dati che Facebook ha su di noi (e mica solo Facebook, visto che il pixel di tracciamento va installato volontariamente sui siti). Se appartieni a questa seconda tipologia di persone, puoi proseguire la lettura linearmente. In effetti, manca quasi del tutto una guida alla comprensione degli strumenti di marketing di Facebook (e in generale di ciò che si usa sul digitale) dedicata ai privati che vogliono saperne di più. È il momento di rimediare, coerentemente con il percorso iniziato su questa guida alla comprensione delle inserzioni che vediamo su Facebook, pubblicata su Slow News.

Cos’è il Pixel di tracciamento di Facebook? (Guida per privati)

Il Pixel di tracciamento di Facebook è un pezzo codice che viene inserito all’interno di un sito internet. Se hai mai avuto la curiosità di vedere com’è fatto un sito, cos’è che ti permette di vederlo con le sue scelte grafiche e il suo contenuto testuale, sai di che parlo. Se no, è il momento di provare.
Se sei su questa pagina, puoi cliccare con il tasto destro e poi cliccare su Visualizza sorgente pagina.

Ecco. Ti si è aperta una pagina e vedi l’html che genera la pagina che stai leggendo.

Anche dentro questa pagina c’è il pixel di tracciamento di Facebook (per scoprire quali pagine lo usano puoi usare, per esempio, il Facebook Pixel Helper, che funziona solo con il browser di Google, Chrome. Se segui il link, ti spiego come fare risparmiandoti la fatica di andarlo a cercare nel codice).

Che cosa fa il Pixel di Facebook?

Provo a spiegarlo nella maniera più semplice possibile.
Se visiti un sito che ha installato il pixel di Facebook, Facebook “saprà” che hai visitato quel sito. Se hai anche Facebook aperto mentre lo visiti, Facebook potrà associare i dati che hai comunicato spontaneamente con le tue attività sul social a questa tua visita.
Poi, il gestore del sito potrà raggiungerti con una campagna pubblicitaria mirata.

Facciamo un esempio pratico.

1) Tu stai leggendo queste righe.
2) Io ho il pixel installato.
3) Non posso sapere chi sei, a meno che quando ti apparirà il pop-up per iscriverti alla mia newsletter tu non decida di farlo.
4) Con Facebook, posso usare il Business Manager (la parte di Facebook che usa chi ci lavora professionalmente) per creare un’inserzione.
5) Posso anche definire il pubblico che desidero venga raggiunto da quell’inserzione.
6) Fra i parametri che posso scegliere c’è, per esempio, persone che hanno visitato il tuo sito web.

7) Facebook non mi dice comunque chi sei e non mi permette di raggiungere le persone che visitano il mio sito se sono un numero troppo ristretto. Ma sopra alle 2000 persone mi consente di mandare la pubblicità che desidero.
8) Quindi, per esempio, potrei farti arrivare un annuncio pubblicitario che in qualche modo ti ricorda che hai letto questo pezzo e potrei invitarti a leggerne un altro. O ad abbonarti a una delle mie newsletter. O a comprare un mio webinar o a chiedermi una consulenza.
9) Se quel che hai letto ti è piaciuto e se sono stato bravo a comunicare con te, magari potresti decidere di tornare a leggermi o addirittura di chiedermi di lavorare per te.

È esattamente così – con strategie che poi implementano tecniche molto più raffinate – che funziona la pubblicità di Facebook.

Quanti siti hanno il Pixel di Facebook installato?

Tantissimi. Mentre preparo questa guida, ce l’hanno anche molti giornali. Ce l’ha Repubblica ma anche Internazionale. Ce l’ha il Guardian. Il New York Times. ce l’hanno moltissimi e-commerce.

Ma è una cosa che si è inventato Facebook?

No. Il tracciamento della tua navigazione per mostrarti annunci pubblicitari coerenti è una prassi del marketing digitale. È per questo motivo che ti capita spesso di vedere pubblicità di cose che effettivamente ti interessano, che hai cercato su Google o simili.

Solo che Facebook conosce tante cose che riguardano quello che i bravi marketer chiamano la tua domanda latentebisogno latente. Quindi, se qualcuno è bravo a lavorare con questi meccanismi di marketing e remarketing, sarà anche bravo, per esempio, a far fatturare l’azienda per cui lavora usando bene Facebook, intercettando effettivamente un pubblico interessato a quei prodotti.

Pixel di Facebook: cos’è (guida per chi ci lavora)?

Facebook è una piattaforma potente per il content marketing, per il remarketing, ma soprattutto per mettere in relazione persone con persone, persone con aziende o marchi, persone con contenuti. Uno degli strumenti che il social mette a disposizione di tutti è il Pixel di tracciamento. Facebook lo chiamava, fino a un po’ di tempo fa, Pixel di conversione. Ora lo chiama semplicemente Pixel. Nell’ambiente del marketing digitale si è diffusa la dicitura Pixel di tracciamento. Per avere una panoramica chiara di tutto quel che si può fare con il Pixel di Facebook il consiglio, secondo il sacrosanto principio del Read The Fucking Manual, è quello di leggere attentamente la Guida ufficiale di Facebook sul tema.

Che cos’è esattamente il Pixel di Facebook? È una parte di codice che ti viene fornita da Facebook quando decidi di creare un Pixel e che puoi posizionare sul tuo sito per ottenere informazioni a proposito delle persone che leggono le tue pagine. Se unisci le informazioni che ottieni dagli Insights sul Pubblico di Facebook alle informazioni che ottieni da Google AnalyticsSearch Console (e eventualmente altri strumenti come SEOZoom o simili), puoi avere una profilazione molto dettagliata circa i bisogni istantanei o consapevoli e i bisogni latenti di chi ti legge. Puoi sapere che parole chiave hanno cercato su Google le persone che atterrano sul tuo sito e, grazie al Pixel di Facebook, puoi avere informazioni precise circa i loro profili e gusti (sempre che, ovviamente, abbiano un account di Facebook attivo in quel momento. Cosa che capita sempre più spesso).

Ma il Pixel di tracciamento serve anche per misurare le conversioni; per ottimizzare la pubblicazione di un’inserzione pubblicitaria su Facebook cercando di raggiungere persone che possono compiere un’azione che desideri con maggiore probabilità; per creare un pubblico-sosia (o pubblico simile, o lookalike), di persone che hanno gusti simili a quelle che visitano il tuo sito; per creare un pubblico composto dalle sole persone che visitano il tuo sito Web e su di esse eseguire un retargeting. 

Come si crea il pixel di tracciamento di Facebook

Il pixel di tracciamento di Facebook si crea così:

  • per prima cosa, accedi alla tab Pixel di Facebook. La trovi all’interno di Gestione inserzioni, nella sezione Business di Facebook.
  • Clicca su Crea un pixel. Se ne hai già creato uno per il tuo account pubblicitario, non vedrai la funzione di creazione.
  • Dai un nome al pixel (si può cambiare in seguito)
  • Accetta le condizioni (dopo averle lette!)

Quali requisiti devo avere per creare un pixel di tracciamento di Facebook?

Devo avere un account pubblicitario. Ricordati che ogni account pubblicitario si può associare a un solo ID di pixel di tracciamento.

Posso usare il pixel di tracciamento per più domini?

Sì!

Plugin WordPress per il pixel di tracciamento

Il plugin per WordPress da utilizzare per il Pixel di tracciamento è Pixelyoursite PRO. È a pagamento ed è la cosa più semplice che si possa utilizzare per installare il Pixel.

Facebook Pixel Helper: l’estensione per Chrome

Come fai a sapere se un sito ha installato il Pixel di tracciamento di Facebook o se il tuo funziona correttamente? È molto semplice (ed è un’operazione che ti consente anche di monitorare eventuali concorrenti o di capire chi sta usando funzioni evolute di Facebook).

Dove appare su Google Chrome il Pixel di tracciamento di FacebookFacebook Pixel Helper è un’estensione per il browser Google Chrome che serve a individuare se un sito sta utilizzando o meno il pixel di tracciamento di Facebook. Come appare l'icona di Pixel Helper se il sito ha il pixel di tracciamento di Facebook installatoCome appare l'icona di Pixel Helper se Pixel Helper non è installato su Facebook

Se il sito su cui stai navigando utilizza il Pixel di Facebook, allora l’icona appare “accesa”, colorata di blu e con un quadratino verde che ti indica quanti Pixel sono attivi.

Se clicchi sull’icona quando si accende, puoi ottenere una serie di informazioni. Per esempio, il sito di Tuttosport.com utilizza il Pixel di Facebook.

Le informazioni sul Pixel di Tracciamento di Facebook

Come si usa il Pixel di Facebook?

Spiegare in maniera semplice come usare il Pixel di Facebook non è un’operazione agevole, perché è uno strumento davvero potente. La persona che mi ha “formato” e mi ha aperto la mente (letteralmente) rispetto alle potenzialità del Pixel e delle operazioni che si possono fare usandolo correttamente è Enrico Marchetto: per la prima volta, dopo aver fatto un’ora di formazione mirata con lui, ho capito che non era solo fuffa ma che c’era qualcosa di importante da imparare e da studiare e mi sono reso conto anche di tutte le occasioni che avevo perso fino a quel momento. Così mi sono letto la guida di Facebook, ho installato il pixel sui miei siti e ho cominciato a capire come fare a trarne benefici.

Se ti è piaciuto questo contenuto gratuito, potresti volerne leggere altri. Slow News produce una newsletter che esce due volte a settimana: si chiama Flow ed è la prima newsletter italiana di slow journalism. Puoi abbonarti con una settimana di prova. Poi costa 2 euro al mese o 18 euro l’anno. PROVA FLOW!
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About Alberto Puliafito
Alberto Puliafito è fondatore di iK Produzioni e direttore responsabile di Slow News. Ecco il suo profilo su Google+.

8 Comments

  1. Cesare Rinaldi04/04/2017 at 6:07 am

    Negli ultimi mesi, dove lavoro, abbiamo iniziato ad usare Hubspot. E’ uno strumento leggermente diverso dal pixel di Facebook, anche se le finalità sono alla le stesse: raccogliere informazioni sulle persone che visitano (e rivisitano) e interagiscono con il tuo sito. Queste informazioni possono essere poi usate per creare campagne marketing ad hoc, proporre contenuti specifici in modo da accompagnare il visitatore nel percorso virtuoso che da Lead lo trasforma in Customer. La potenza del pixel di Facebook è indubbia visto che ti offre informazioni sul comportamento degli utenti anche quando vagano altrove dalle tue pagine, Hubspot al contrario si concentra di più sulla raccolta di dati personali, per i quali è fondamentale una prima conversione come la compilazione di un form.
    Se fossi interessato a saperne di più fammi sapere, ci si può fare una chiacchierata. Piccolo problema di Hubspot è che si tratta di un tool professionale e quindi ha un costo, anche abbastanza alto.

    Rispondi
    • Cesare, mi interessa moltissimo. Ti propongo un baratto: ti andrebbe di scrivermi un pezzo sulla tua esperienza nell’uso di Hubspot per Wolf? In cambio ti apro un abbonamento annuale 🙂

      Rispondi
  2. Francesca26/09/2017 at 8:53 am

    Ciao,
    come ovviare a questa situazione: “Se ne hai già creato uno per il tuo account pubblicitario, non vedrai la funzione di creazione”. Nel passato avevo già creato un pixel e ora non riesco a crearne un altro.
    Grazie

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  3. stavo leggendo il tuo articolo sul “pixel” di Facebook, stiamo cercando il modo di targetizzare meglio gli obiettivi delle nostre campagne social, ultimamente la modalita follower più amici del follower non ci sta più portando i risultati sperat

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    • Ciao Fabio, è una modalità che sinceramente non amo particolarmente, ma come al solito dipende dal settore, dal tipo di campagne, dall’obiettivo delle campagne… insomma, è piuttosto difficile dare altre valutazioni in merito senza saperne di più. Fra l’altro, targettizzare correttamente il pubblico non è un’operazione banale ed è un lavoro che andrebbe affidato, a mio modo di vedere, a persone che si occupano esplicitamente di questi aspetti.
      Questa è una bella guida se si vuole imparare di più: https://adespresso.com/guides/facebook-ads-optimization/

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  4. Alessandra08/08/2018 at 3:33 pm

    Ciao Alberto , ma che differenza c’è tra il PageViews ed il ViewContent del pixel di Facebook , a me sembrano simili , conviene ed è possibile attivarli tutti e due ?

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