Il contenuto attrattore

Questa è una delle immagini che rappresenta la sintesi del mio lavoro degli ultimi anni: il contenuto aggregatore.

Il contenuto è visto come un attrattore secondo le regole della micro-attrazione.

Cosa significa? Significa che in presenza di grandi piattaforme e di sovrabbondanza di contenuti variamente informativi o di puro intrattenimento o ibridi, cerco di lavorare sui miei contenuti per ottenere la maggior attenzione possibile da parte del mio pubblico e per entrare in relazione con esso.

Per farlo devo avere un piano editoriale.
Questo piano editoriale si deve declinare in tutti i modi possibili e le persone devono poter raggiungere o essere raggiunte dai miei contenuti come e dove lo desiderano (e come e dove sono in grado di consegnarli).
Ci sono cose “nuove”, cose “vecchie”, cose che magari si modificheranno: quel che non cambierà sono i principi che stanno alla base di questo schema. C’è la SEO, da cui sono partito per storia professionale, e ci sono i social, c’è la parte a pagamento e c’è il direct markting e poi, naturalmente, ci sono le pr.

Lo schema serve per progettare una strategia di comunicazione.
È completamente indipendente dalle piattaforme e dagli strumenti.
Funziona meglio se concepisci le piattaforme, i luoghi dove le persone si ritrovano, come strumenti relazionali (ecco perché la chiamo SEO relazionale).

Il contenuto attrae una comunità di persone, che poi dovrai saper gestire.

Il contenuto può essere: un articolo, un video, una condivisione social, un grosso piano editoriale, un evento dal vivo, un corso, quel che ti pare.

Leggere attentamente le avvertenze: non funziona se non hai un ottimo prodotto e ottimi contenuti.

Lo schema è alla base del mio ciclo di webinar Meme – Meno, meglio.

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