La carta non morirà (ma i dati non sono dati)

La carta non morirà
«Did you really expect to be reading on paper 10 years after Amazon’s Kindle launched?»James Chmbers, «The book fights back», The Forecast, 2016
I vecchi media non moriranno: al limite troveranno le loro nicchie di riferimento. Dovresti diffidare, dunque, di chi si lancia in profezie astruse (vedi la morte del giornalismo, per esempio) e chi decreta ostentando sicumera che determinati strumenti non siano più utili (vedi le newsletter).

Il fatto è che non morirà nemmeno la carta, con buona pace di tutti quelli che pensavano il contrario.

Sul The Forecast di Monocle per il 2016 c’è un bel pezzo intitolato The Books Fight Back. Inizia così:

«Siamo sulla stessa pagina? Davvero ti aspettavi che avresti letto su carta 10 anni dopo il lancio del Kindle di Amazon?»

Basta l’incipit, non è vero? Tutto prende le mosse da questo pezzo del New York Times, The Plot Twist, in cui si commentava un dato: il calo delle vendite degli ebook in U.S.A. e la rinascita delle librerie indipendenti. Chiaro che ci sia interesse sia da parte del NYT (il signor Bezos, di Amazon, si è comprato il Washington Post, ricordate?) sia da parte di Monocle (il cui piccolo ma redditizio regno si fonda anche sulla carta, fatta benissimo, senza dimenticare tutto il resto, fatto benissimo).
Su Fortune, per esempio, la vedono molto diversamente. Ben Thompson pure.

Ma allora come stanno le cose veramente?

Semplice (si fa per dire): come al solito i dati si possono interpretare, secondo la propria idea o convenienza. In questo caso, cosa sta succedendo veramente? Proviamo a mettere insieme i pezzi?

Partendo da un rapporto di Author earnings, possiamo dire che:
– in effetti, i grandi editori (1200, l’80% dei quali è rappresentato dai Big Five: Hachette Book Group, HarperCollins, Macmillan Publishers, Penguin Random House, Simon and Schuster) registrano un calo delle vendite degli ebook
– questo calo è, però, compensato dall’aumento delle vendite di piccoli editori o di indipendenti (cosa sulla quale il pur bel pezzo del Nyt e quello di Monocle sorvolano)
– anche la domanda di kindle è in calo così come quella della maggior parte dei tablet
– i millennials trovano ancora la carta più utile per concentrarsi rispetto alla lettura digitale. Non ditelo a Bezos, ma l’hanno scritto persino sul Washington Post

Allora? Allora io la vedo così:
– gli ebook non hanno ucciso la carta e non la uccideranno
– il calo di vendite di Kindle e apparati simili è fisiologico (crediamo ancora alla crescita infinita? No, vero?)
– se è vero che da un lato si va verso una concentrazione di potere e ricchezza, è anche vero che ci sono enormi opportunità offerte a progetti piccoli
– la carta non morirà affatto a breve, anzi: siccome per certi versi può rappresentare uno “stacco” dagli strumenti elettronici, siccome la libreria indipendente offre quel valore che un acquisto elettronico non può offrire, chi saprà approfittare di questo valore e fare bene si costruirà la propria nicchia di riferimento (che può essere anche molto ampia)

Naturalmente, anche la mia visione è alterata dal fatto che io sono convinto che i piccoli progetti possano trovare più facilmente la loro sostenibilità e che saranno l’unica vera alternatva alla concentrazione.

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La carta non morirà

About Alberto Puliafito
Alberto Puliafito è fondatore di iK Produzioni e direttore responsabile di Slow News. Ecco il suo profilo su Google+.

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