“Digital strategist” a chi?

Tutto questo rincorrere, disperatamente, una strategia digitale, fa quasi tenerezza. Perché sì, è vero che il digitale è importante. Ma è altrettanto vero che è un mezzo. E infatti, come scrive Mafe De Baggis, ora che internet è ovunque

«avere una strategia solo digitale è un errore clamoroso»

Ci vuole, pensa un po’ che novità dirompente che riveliamo qui, oggi, 25 febbraio 2017, solo per te, in esclusiva, roba che non ci puoi credere, una strategia di comunicazione. Che è un po’ come capire, finalmente, che ci vuole un piano editoriale integrato.

Mentre lo scrivo, ho finito da qualche ora un bellissimo evento di formazione a Catanzaro. Bellissimo non perché io fossi il relatore ma perché nella bella platea messa insieme dai colleghi di Catanzaroinforma (una realtà giornalistica locale che mi ha fatto sentire meno solo quando dico che la sfida del giornalismo contemporaneo è local e di nicchia) c’erano anche studentesse e studenti del Liceo Classico “Galluppi”. Che mi hanno confermato un sacco di cose. Per esempio:

  • che  parlare ai giovani è bellissimo e ti riempie di energia
  • che non è vero che i giovani, oggi, signora mia, non leggono più (o leggono «meno di una volta»)
  • che non è vero che i giovani passano il loro tempo a smanare sugli smartphone e non ti ascoltano quando parli
  • che non è vero che i giovani «tanto ascoltano solo Rovazzi» (ma occhio a non diventare snob: i fenomeni vanno studiati, analizzati, compresi, e Rovazzi sa quel che sta facendo)
  • che è vero che i giovani sono impermeabili a un vecchio modo di fare pubblicità (ma non sono impermeabili ai messaggi pubblicitari)
  • che non bisogna farsi idee preconcette sui social che usano i giovani: è meglio farselo dire da loro
  • che è proprio il momento di parlare anche alle generazioni nate con l’internet o dopo e che per farlo bisogna usare una strategia di comunicazione integrata, che prenda in considerazione le piattaforme e le modalità con cui questi giovani comunicano
  • che i giovani non esistono, esattamente come non esiste il pubblico generalista. Esistono le persone. Tutte diverse fra loro.

Questo elenco sommario è sulla scorta dell’entusiasmo per la lezione di oggi al FIGO Festival (sì, si chiama così). E sulla scorta del fatto che il mio smartphone, da questa mattina, si presenta come vedi nell’immagine. Nero con rotellina che gira. Riceve telefonate ma non posso rispondere, riceve messaggi, ma non li vedo. E mentre pianifico strategie di comunicazione anche digitali medito –anzi, decido – di comprare un telefono che faccia solo il telefono.

About Alberto Puliafito
Alberto Puliafito è fondatore di iK Produzioni e direttore responsabile di Slow News. Ecco il suo profilo su Google+.

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