Noads e tragedy: la lezione del NYT

Non è tutto monetizzabile: a volte ci si deve fermare volontariamente. Ecco la lezione del New York Times.

La “scoperta” è di Parker Higgins, che, verificando il codice html della pagina in cui il quotidiano si occupava online della tragedia del Germanwings, ha scovato una linea di codice con scritto

<meta property=”ad_sensitivity” content=”noads” />

Questo significa che, su determinati temi, il NYT non mette la pubblicità (“noads” significa questo) e comunque ha una “classe” di contenuti che prevede una “sensibilità” (ad_sensitivity) nella pubblicità che viene erogata sulla pagina web.

Durante la “diretta”, la lunga cronaca, il codice è rimasto tutto il tempo su “noads”. Il che significa che in pagina non c’era pubblicità e che non venivano mostrati video pubblicitari prima dei video incorporati nell’articolo. La stessa decisione è stata presa dalla CNN.

Adesso quella medesima riga è settata su “tragedy”. Il che significa che ora ci sono annunci pubblicitari prima dei video, ma evidentemente presi da un bacino di annunci che non possano urtare la sensibilità degli utenti.

Pare che sia una pratica in uso fin dal 2003 al NYT. E che anche il Guardian ne abbia una simile.

Una scelta editoriale e aziendale coraggiosa e sensata, una lezione da seguire.

[grazie a Valentina per la segnalazione]

Tragedy

Autore: Alberto Puliafito

Alberto Puliafito è fondatore di iK Produzioni e direttore responsabile di Slow News. Ecco il suo profilo su Google+.

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