Border collie, un cane di carattere

Un border collie è per sempre

Il Border collie è un cane che ho sempre desiderato avere. Sono convinto, essendo cresciuto con animali, che avere un animale sia un’esperienza indimenticabile per tutta la famiglia, purché si sia consapevoli di tutta una serie di cose che non si possono trascurare. Mia moglie ed io ci siamo decisi ad avere un cane quando si sono manifestate alcune condizioni che, per puro caso, ci hanno consentito di avere uno spazio aperto dove tenerlo, farlo correre e giocare.

Scartata immediatamente l’idea di comprarlo, ci siamo rivolti a un’associazione, la Border Collie Rescue Italia per l’adozione di un border collie. Sapevo che è un cane impegnativo (mia moglie ne era meno consapevole), per aver conosciuto il border in azione all’allevamento Dei Fieschi, ma non avevo realmente idea di cosa avrei dovuto aspettarmi. Avevo avuto, fino a quel momento, tre cani, sempre tenuti nella casa di famiglia di mio nonno, in Val di Susa: due pastori tedeschi, Barone e Milady, e poi una femmina di lupo italiano, Lady. Tutti e tre adottati, tutti e tre con storie diverse: il primo, da una cucciolata di un cane di parenti. La seconda nata da una coppia di cani da guardia, la terza presa in un canile di Torino. Tre esperienze splendide e diverse fra loro, che ho vissuto meno da “padrone” perché il vero capobranco era mio nonno: era lui l’autorità riconosciuta da tutti e tre gli animali, e non si poteva dar loro torto. Perché il cane ha bisogno di un capobranco, non solo di coccole e di un ambiente piacevole in cui crescere, vivere, invecchiare.

Insomma, volevamo un border collie. Ne eravamo convinti.

E ad un certo punto è arrivato lui, Lucky. Cucciolo di border nato a novembre del 2013, trovato in strada, ci hanno detto, con padre e fratello. Lucky è arrivato a maggio: si è affezionato subito a mia moglie (ero fuori per qualche giorno, quando è arrivato a casa) e sembrava molto tranquillo nei suoi primissimi giorni con noi. Troppo tranquillo, per essere un cucciolo. Ma era solamente spaesato: lo avremmo imparato presto.

E siccome, giorno per giorno, stiamo imparando un sacco di cose su di lui e sui border, ho pensato di aprire questo spazio a una tematica “altra”, che non ha molto a che vedere con il resto dei miei interessi e di aggiornarlo periodicamente. Magari potrà servire anche ad altri, chissà: mi piacerebbe raccogliere qui, oltre alla nostra esperienza, commenti di altri proprietari di border collie e avere un confronto costruttivo sul tema.

Lucky, il nostro border, è nato a novembre 2013 ed è con noi da maggio 2014.

Un border collie è impegnativo e dà soddisfazioni

Ecco Lucky al bar, un po' perplesso
Ecco Lucky al bar, un po’ perplesso

Lo scrivo a scanso di equivoci. Non per scoraggiare chiunque voglia prendere con sé un cane di questa splendida razza, ma perché è la verità: un border collie è impegnativo.

Allargando il concetto, bisognerebbe dire che qualsiasi animale è impegnativo, certo. Perché se si fa questa scelta di vita è importante farla facendo vivere bene l’animale e facendo vivere bene la famiglia di cui questi entra a far parte. Se no, qualcosa non funziona.

Ecco, il punto è che con un border collie il lavoro che c’è da fare si amplia notevolmente.

Certo, poi si viene ampiamente ripagati dalle soddisfazioni, ma è bene essere preparati. Se le persone non sono preparate, è più probabile che, dopo un’adozione, riportino l’animale dove l’hanno preso o peggio. Inutile non essere sinceri e chiari per chissà quale paura.

Noi abbiamo deciso che Lucky rimarrà con noi anche se è un cane “difficile”, non solo perché border, ma anche perché le sue esperienze da cucciolo, probabilmente, lo hanno segnato parecchio. Cresceremo con lui, imparando.

È quello che ci siamo detti, ed è quello che sta succedendo, in effetti.

Border collie in appartamento

Lucky dorme in appartamento, ma poi si sfoga all'aperto
Lucky dorme in appartamento, ma poi si sfoga all’aperto

E’ una buona idea, tenere un border collie in appartamento? La risposta – mia, personalissima – è: non molto. Nel senso che questi cani hanno una spiccata predisposizione per il “lavoro”, nascono pastori, non cani da salotto. Una delle condizioni che si è verificata è che la mia famiglia ha, da poco tempo, un piccolissimo giardinetto a disposizione dove far sfogare il nostro cane: ecco perché abbiamo deciso di compilare il modulo per cercare un border in adozione. Ed ecco perché abbiamo accolto Lucky con piacere – anche se in un momento di grande cambiamento per noi. Ci aspettavamo che i tempi ci avrebbero portato ad avere il nostro border a settembre, è arrivato a maggio.

Ecco cosa ho imparato della sua vita in casa. Se non volete che il vostro border si prenda il diritto di entrare in certe stanze, non fatelo entrare da subito. Se lo abituerete a stare in una o più stanze del vostro appartamento, poi diventerà molto difficile impedirgli di entrare senza che lui viva la cosa come una punizione. Lucky è “padrone” di sala e cucina, a casa nostra. Non più del divano (dopo che ne ha distrutto una parte, si veda il capitolo sulla mordacità del border). E va bene così: se mia moglie pensava che l’avremmo ad un certo punto tenuto fuori, ha dovuto ricredersi. Altrove (ad esempio, a casa di mia madre) sta volentieri fuori perché è stato abituato a non entrare in casa. Semplice? No. Ci vuole tenacia e costanza e idee chiare fin dal principio.

Ovviamente, questo non significa che sia facile gestire il border in appartamento: bisogna essere pronti a portarlo fuori, a fargli fare attività, a farlo giocare. In questo, avere un giardino è una “salvezza”. Perché, inutile nascondersi dietro a un dito, avere un cucciolo di border collie è come avere un bambino. E siccome i santi non esistono, si può anche perdere la pazienza e avere bisogno di un po’ di decompressione dal cane. È una cosa di cui sono fortemente convinto: inutile fingere di essere supereroi e di non provare nessun moto di disperazione se ti distrugge una scarpa a cui tenevi – magari l’unico paio che usi per fare un po’ di tutto in libertà – o se si mangia la tua cena o se la fa sul pavimento o se rosicchia lo stipite di una porta del padrone di casa. È normale sentirsi frustrati, soprattutto quando non si riesce a farsi ascoltare dal piccolo appena giunto.

Ed è altrettanto normale che lui non si voglia far sottomettere, perché il border è un cane indipendente, che prende decisioni in maniera autonoma, che deve trovare il suo posto nella gerarchia familiare.

Non solo: Lucky ci ha chiaramente fatto capire che ha bisogno di uscire a sfogarsi. Attenzione, non solo nel piccolo giardino di casa. Ha bisogno di passeggiare e fare esperienze – e questo può essere complicato in alcuni casi, visto che fin da quando è con noi ha paura delle biciclette, delle macchine e delle persone – e ha bisogno di correre e di sfogarsi. Ragion per cui è nostra cura portarlo fuori in un prato, dove può fare quel che vuole.

Border collie: uscite all’aperto

Lucky corre nel prato
Lucky corre nel prato

È chiaro che se si è in città è tutto molto più complicato – non so se consiglierei mai un cane, figurarsi un border collie, a un cittadino. Ma è una questione di punti di vista naturalmente, e di organizzazione –, ma vivendo in campagna è proprio una buona idea lasciare il nostro border a godersi l’aperta campagna.

Nel prato, Lucky ha cominciato ad essere a suo agio, vincendo le sue paure.

Come si capisce se il cane è a proprio agio? Semplice: si rotola. Fa i suoi bisogni, annusa, si scarica, si rilassa, corre e si diverte. Non è difficile da capire, a pensarci bene.

Come fare se non si ha pieno controllo del border collie? È il nostro caso: non possiamo ancora lasciarlo libero, anche se in aperta campagna, perché non sempre risponde al comando “vieni”. Questo significa che bisogna premunirsi. Un suggerimento che ci è stato dato da entrambi gli educatori cui ci siamo rivolti è stato quello di utilizzare una corda (anche detta lunghina) come guinzaglio. Ne abbiamo presa una da 20 metri, ad un capo abbiamo legato e messo in sicurezza un moschettone e abbiamo affrontato l’impresa. Con successo: con un po’ di dimestichezza e di attenzione si riesce a evitare che il cane si impigli e si arrotoli nella medesima, e al tempo stesso si riesce a farlo sfogare pur non avendo pieno controllo su di lui.

Il carattere del border collie

Lucky, border collie in posizione di gioco
Lucky, border collie in posizione di gioco

Che carattere ha un border collie? Una delle prime cose che ho imparato con Lucky è che ogni cane ha un carattere a sé. Quindi, quel che scrivo qui non ha alcuna pretesa di essere valido in genere, ma è semplicemente frutto della nostra esperienza personale.
Lucky è un cane molto intelligente. Ha imparato prestissimo i comandi “seduto” e “terra”, si fa capire, ha imparato a non sporcare in casa velocemente (e se proprio non riesce a tenerla, sa dove farla).
È impertinente quando non ottiene quel che vuole, iperattivo: ha voglia di giocare, ha bisogno di correre e di saltare. Ti sfida e ti porta rancore – non è un’iperbole: chiunque abbia un border collie si accorgerà di questa spiccata tendenza del tenero cucciolo a “fartela pagare” se gli fai qualcosa che non gli piace. Non stiamo parlando di maltrattarlo, eh. Stiamo parlando, che so, di impedirgli di farti a pezzi le tende della cucina.
Ha bisogno di “fare cose”. È un cane che ha da fare.

Sa essere molto affettuoso. A volte troppo affettuoso.

Ha un istinto da pastore fortissimo e tende a raggruppare le sue “pecore” (in un primo periodo della sua vita in famiglia, vedeva mia moglie e mia figlia come “pecore” da riunire e tentava di ricondurle all’ordine se per caso si separavano).

Quando vuole giocare, se non capito, fa di tutto per attirare l’attenzione. Dopo poco è facile capire quando vuole giocare, anche se non si ha dimestichezza con i cani: la posizione è quella classica, che si vede parzialmente nella foto: zampe anteriori in avanti, muso a terra, sguardo verso l’alto, posteriore e coda verso l’alto.

I border collie mordono da cuccioli?

Lucky è il nostro border collie. Eccolo con la sua treccia da mordere
Lucky è il nostro border collie. Eccolo con la sua treccia da mordere

Il tuo border collie morde? Morde tutto? Rosicchia? Ebbene sì, anche il mio. I border collie possono essere mordaci. Mordono gli oggetti. E possono anche “distruggere” un’intera stanza, se li lasciate da soli. Mordono i divani, i cuscini, le sedie. Cercano di afferrare quel che possono. Mordono gli stipiti delle porte se vogliono entrare da qualche parte. Bisogna che ci facciate pace da subito. È possibile che lo facciano anche per attirare la vostra attenzione o per frustrazione e noia.

Noi abbiamo risolto questa tendenza a mordicchiare in maniera abbastanza definitiva, sostituendo l’attenzione del cucciolo e reindirizzandola verso oggetti che può mordere. Tipo una bella treccia o qualcosa del genere. Dopo i primi tempi e un cuscino di divano distrutto, Lucky gestisce tranquillamente il proprio “istinto” e dorme in casa senza più attentare al mobilio.
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Border Collie | Carattere

Il carattere del border collie: definirlo sembra facile, a partire dall’intelligenza. Cane reattivo, energico, tenace e all’erta. Ma ogni animale ha le sue caratteristiche.

Border collie: carattere – È senz’altro una delle caratteristiche principali da valutare in un cane. Ma bisognerebbe sapere, prima di tutto, che parlare di carattere in generale, per una razza, è un errore. Ci sono alcune inclinazioni, è chiaro. Ma ogni cane, ogni border collie, ha le sue caratteristiche e il suo modo di essere, che gli derivano, ovviamente, dalla genetica, dall’ambiente in cui è cresciuto, e dalle esperienze fatte.

In generale, scoprirete, cercando su Google, grazie alla tabellina che il motore di ricerca mostra per “far prima” (il Google knowledge graph, che si potrebbe evolvere nel Google knowledge vault, nota per gli amanti del SEO. Che sapranno anche che così facendo Google trattiene un po’ di traffico per sé, anziché distribuirlo in giro), che, per temperamento, un border collie si può definire all’erta, tenace, intelligente, energico e reattivo.

Ora, capirete bene che queste caratteristiche – qualunque cosa significhino – sono talmente generiche che non possono valere in assoluto.

Nel nostro caso, per esempio, non sono affatto esaustive, anche se sono tutte vere. Lucky è molto intelligente, come la stragrande maggioranza dei border collie. È energico, sprizza vitalità e voglia di fare da tutti i pori, e se non gli si dà qualcosa da fare si ingegna senz’altro per far qualche danno. È tenace, quasi cocciuto, e deve riconoscere la tua autorità prima di smettere di fare di testa sua. È molto reattivo a qualsiasi stimolo. È sempre all’erta, ai limiti della territorialità.

Ma basta, tutto questo, per definirne il carattere? Assolutamente no.

Di Lucky, il nostro border collie, sappiamo ben poco, relativamente ai suoi primi mesi di vita. Ci è stato portato dopo che è stato trovato in strada – ci hanno detto insieme al padre e al fratello.

Quel che conosciamo per esperienza diretta sono il suo carattere, il suo temperamento, la sua personalità.

È molto importante fissare questo punto di partenza, che può sembrare scontato ma che va chiarito. Non sperate, dunque, di trovare qui descrizioni generiche, perché sarebbe estremamente scorretto darne.

Quel che posso dirvi di Lucky è che è un cane molto complesso. È estremamente intelligente, dicevamo: e apprende velocemente nuovi esercizi e si ingegna quando comprende da solo certi meccanismi (in questi giorni, mentre scrivo, ha quasi raggiunto la padronanza dell’apertura della porta di casa, senza che nessuno gli abbia insegnato l’esercizio specifico). È giocherellone e ama le coccole, ma è talmente esuberante che è difficile fargliene senza essere travolti. È dominante, ma non è aggressivo con gli altri cani. Ha paura di molte cose – può essere una questione genetica ma anche una reazione dovuta al fatto che verosimilmente ha fatto pochissima esperienza del mondo, prima di arrivare da noi – e per questo motivo potrebbe sembrare aggressivo.

Il lavoro di addestramento che stiamo facendo con lui è volto proprio a fargli acquisire sicurezza: notiamo progressivamente miglioramenti nel suo carattere, paure sempre meno evidenti, più docilità e tanta, tanta voglia di fare, di imparare ancora.

Negli esercizi, spesso è volenteroso e ansioso di accontentare noi o l’educatrice. Ma si deconcentra facilmente, si stressa se non capisce bene l’esercizio (lo si capisce dagli sbadigli) o se ci sono altri stimoli che vorrebbe andare a soddisfare (lo si capisce dagli uggiolii).

Questa è una caratteristica che va progressivamente migliorando. Fino a qualche mese fa sarebbe stato impossibile fargli fare anche un banale seduto-terra in un luogo che non fosse il nostro appartamento. Ora lo fa in giardino, in strada, nel prato: sta, insomma, generalizzando il comportamento. E lo sta facendo sempre di più.

Abbaia ancora molto – temiamo sempre un po’ per i vicini e per le loro reazioni – e su questo stiamo facendo quel poco che c’è da fare. Abbaia sia per paura sia per territorialità. Sta però imparando a non scatenarsi in casa (l’unico metodo che funziona è: rinforzo positivo, ovvero premio quando non abbaia in situazioni che lo innervosiscono, accompagnato a un sano “NO!” se inizia a scalmanarsi).

Border collie: carattere e affinità con i bambini

Ho notato che molti atterrano su queste pagine cercando specificamente informazioni sull’interazione e l’affinità fra i border collie e i bambini.

Che dire? Noi abbiamo una figlia piccola. Lucky aveva sei mesi quando è arrivato da noi; nostra figlia aveva un anno. Per lei, un cane in casa è stato uno stimolo alla crescita, senza dubbio. Siamo stati molto accorti nell’avvicinarli (ovviamente è sempre più facile farlo quando il cane è piccolo) e siamo sempre attenti anche adesso, dopo otto mesi di convivenza.

Insieme sono una specie di associazione domestica per delinquere: lei ruba il cibo per lui, lui vuole sempre giocare con lei e le ruba i giochi. La delicatezza con cui Lucky afferra il cibo dalle manine di lei fa senza dubbio tenerezza.

Lei comincia a dargli i primi comandi (“seduto”, “terra”, “basta”) e lo premia a suo modo, con qualsiasi tipo di cibo le capiti a tiro (ragion per cui bisogna vigilare non solo sul cane ma anche sulla figlia, onde evitare che gli faccia mangiare qualcosa di dannoso).

Dopo un primo periodo in cui Lucky, da bravo border collie, tendeva a “pecorizzare” la piccola, e grazie a un lungo lavoro in tal senso, il cucciolone ha imparato le gerarchie in famiglia e riesce anche a giocare con lei in maniera più delicata.

Un paio di volte le ha ringhiato. Siamo intervenuti immediatamente e con fermezza, cosa importantissima da fare per evitare che il comportamento possa degenerare.

Insomma: la nostra esperienza di convivenza fra Lucky e la nostra bimba è, per il momento soddisfacente. Eccezion fatta per i famigerati cinque-minuti-da-Attila che, generalmente, i due vivono contemporaneamente. In quei casi bisogna armarsi di tutta la pazienza di cui siamo dotati per portare a casa il risultato: il ripristino della tranquillità.

Certo è che bisogna sempre stare molto attenti: il border potrebbe, per gioco, mortere il vostro bambino (potrebbe capitare con qualsiasi cane). Ora, se è vero che il morso di un border non è particolarmente violento, preferisco non correre il rischio e supervisionare personalmente ai momenti di gioco fra Lucky e mia figlia. Bisogna solo organizzarsi e sapere a cosa si va incontro.

Il carattere del Border collie