Modelli di giornalismo online: il Corriere della Sera

Modelli giornalismo italiano

Modelli di giornalismo online – In Italia c’è un gran bisogno di parlarne, quindi è un bene che Pier Luca abbia pubblicato questo documento dal Corriere della Sera. Non entrerò nel merito del metered paywall (anche se ho molti dubbi sulla sua possibilità di funzionare sul serio da zero per un generalista) e nemmeno sulle criticità che intravedo nel modello e nella sua implementazione, perché non è il momento di fare quello della pars destruens.

Quel che mi interessa, anzi, che mi rende addirittura molto contento è vedere, messe nero su bianco dal direttore di un giornale “storico”, queste argomentazioni:

«Di fronte all’arrivo di notizie nuove, fatto salvo il caso di esclusive portate dalla redazione [per le quali è necessario un coordinamento con l’ufficio centrale], si potrà procedere così: un primo lancio, molto breve ma già ottimizzato dal punto di vista del Seo e dello sharing social, potrà essere scritto dal desk online».

«[…] la redazione integrata competente, che si occuperà di curare un servizio più approfondito. Le stesse redazioni contribuiranno, lungo la giornata, a coordinarsi con l’ufficio centrale per segnalare notizie, proporre approfondimenti, aggiornare e curare i pezzi online, suggerendo al desk [che cura la titolazione in home page] eventuali cambiamenti di titolazione conseguenti al mutamento delle notizie».

«Sui fatti in evoluzione, che richiedono una copertura più lunga dei turni, si può immaginare anche un passaggio di testimone sullo stesso pezzo».

Ecco, fatte le debite proporzioni, c’è un’intera redazione, in Blogo, che può gioirne.

Perché questo è il modello che abbiamo implementato da tre anni e mezzo a questa parte.

Anzi, dovrei dire più correttamente: che stiamo implementando. Perché diciamocelo: un conto è immaginare, un conto è mettere “su carta”, un conto è realizzare: queste cose richiedono tempo, richiedono di raffinarsi e di evolversi mentre si implementano. È bello, però, che mentre ci chiediamo se siamo pronti per il giornalismo del futuro, una testata giornalistica con una tradizione cartacea sia in grado di partorire, anche in Italia, un modello che è quello di una testata digitale.

Che parli di Seo, social, aggiornamenti, passaggi di consegna sui pezzi.

Poi c’è questa parte, molto interessante, sulla necessità di creare valore e di recuperare un rapporto con i lettori.

«Al posto di dare la caccia a numeri esorbitanti di pagine viste – il cui valore, anche pubblicitario, è però ormai risicatissimo e a rischio – il nostro obiettivo sarà quello di avere, anche in Rete, un rapporto intenso con i nostri lettori, offrendo loro contenuti per i quali valga la pena anche di pagare».

Vi ricordate quando scrivevo che il 2016 sarà l’anno dei lettori? Ecco.

Spero che in questa sua trasformazione il Corriere abbia successo, ce n’è davvero molto bisogno: se avrà successo, farà del bene a tutti.

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