Crowdfunding #tuttipossonosbagliare, nona rendicontazione, rassegna stampa e FAQ

8000 euro per un errore. Non tutti possono permetterlo. Ecco perché ci siamo organizzati per supportare Andrea.





9 gennaio 2015, ore 20.25
Saldo Paypal € 2833,72
Contributo di Blogo: € 3.200.00
Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 6.033,72 / 8.000,00
Donazioni singole: 127

#tuttipossonosbagliare – La vicenda

tuttipossonosbagliare

Andrea Signorelli è un giornalista freelance trentenne. Ha scritto un articolo e ha commesso un errore. Ha confuso un politico con un altro. Ha scritto, in un articolo sul finanziamento pubblico ai partiti, un rigo in cui si diceva che Nitto Palma era coinvolto in un processo. Sbagliato: non era lui ad esserlo. Il lavoro giornalistico, oggi, richiede spesso fretta nell’esecuzione e un errore può capitare.

Nessuno ha chiesto la rettifica, Nitto Palma ha semplicemente querelato Andrea per diffamazione: era un suo diritto farlo, funziona così.

Il pezzo è stato corretto dopo la querela, sono state fatte le scuse, si è spiegata la situazione. Nessuna linea difensiva è servita per far capire che si era trattato di un errore che può capitare a tutti e che bastava chiedere la rettifica perché si correggesse immediatamente.

Così, per evitare di finire in tribunale, Andrea ha dovuto risarcire chi si riteneva danneggiato con 8.000 euro. Che, per un giornalista freelance, sono proprio tanti. Siccome #tuttipossonosbagliare, lanciamo un crowdfunding per aiutarlo a coprire questa spesa.

Questo è solo un esempio di ciò che consente il sistema. Un sistema che rende impossibile qualsiasi errore, per un giovane giornalista freelance.

L’hashtag

#tuttipossonosbagliare


Il tweet di lancio dell’iniziativa

L’obiettivo

Supportare Andrea. E non solo. Sensibilizzare sul tema della libertà di stampa e della possibilità di commettere un errore senza dolo e senza per questo essere condannato a una spesa che supera le tue capacità economiche. Perché se il sistema funziona così, allora va a finire che un giornalista, domani, potrebbe pensare di non rischiare parlando di argomenti anche vagamente spinosi.

Come partecipare

Basta cliccare sul pulsante qui sotto e fare la tua donazione (con PayPal o con carta di credito). Rendiconteremo tutte le donazioni effettuate, mantenendo l’anonimato dei donatori. Basta una cifra anche piccola per contribuire(*), è questa la forza del crowdfunding.
Se non puoi aiutarci economicamente, fai circolare questa storia, con l’immagine che trovi qui in alto e l’hashtag #tuttipossonosbagliare. Chissà, magari riusciremo addirittura a creare un piccolo fondo per sostenere altre situazioni analoghe, se dovessimo ottenere più del previsto.

Grazie a tutti,

I colleghi di Andrea

Blogo sostiene l’iniziativa

Blogo ha deciso di sostenere economicamente il crowdfunding #tuttipossonosbagliare, contribuendo con un importante contributo pari al 40% dell’importo totale. È un gran bel gesto da parte dell’editore, in un momento così complicato e difficile per l’editoria. Supportare in questo modo un giornalista freelance è un atto non dovuto ma enormemente apprezzabile, che lancia un segnale forte sul tema e connota, una volta di più, Blogo come realtà libera e indipendente.





Rassegna stampa di #tuttipossonosbagliare

Hanno parlato dell’iniziativa:
Debora Aru su Articolo 21
Andrea Coccia sul suo blog per L’Inkiesta
Kento sul suo blog per Il Fatto Quotidiano
Carmine Saviano sul suo blog per Repubblica (che è finito anche in homepage del quotidiano online)
– Massimo Mantellini sul suo blog
Il fatto quotidiano
WildItaly
Ranieri Salvadorini su Lettera43

prima rendicontazione, 17 dicembre 2014

Crowdfunding tuttipossonosbagliare - 16 dicembre 2014

Crowdfunding tuttipossonosbagliare - 16 dicembre 2014 - 002

La prima rendicontazione del crowdfunding per sostenere il collega Andrea Signorelli è molto positiva.
Oltre all’importante intervento di Blogo (3200 euro) sono arrivate 26 donazioni nella giornata del 16 dicembre 2014 (nelle immagini ne vedete già una, la prima, del 17 dicembre).

Il totale “netto” delle donazioni (cioè, tolte le commissioni di PayPal) è, al 16 dicembre 2014, di 760,10 euro.

seconda rendicontazione, 18 dicembre 2014

Crowdfunding tutti possono sbagliare - 17 dicembre 2014

Crowdfunding tutti possono sbagliare 17 dicembre 001

Ecco la seconda rendicontazione. Ci sono già delle donazioni di oggi, registrate da Paypal nottetempo. Mentre scrivo (le 9.50 del 18 dicembre 2014) il sistema registra un netto di 1.362,67 euro per un totale di 53 donazioni singole.

terza rendicontazione, 19 dicembre 2014

Crowdfunding tutti possono sbagliare 18 dicembre 2014 - 002

Crowdfunding tutti possono sbagliare 18 dicembre 2014

Con la prima donazione notturna registrata già in data Crowfunding tutti possono sbagliare - 19 dicembre 2014 - 001

Crowfunding tutti possono sbagliare - 19 dicembre 2014 - 00219 dicembre 2014, ecco che la raccolta è arrivata a 1.802,67 euro netti (al netto cioè delle trattenute di PayPal), per 82 donazioni singole.

quarta rendicontazione, 20 dicembre 2014

Crowfunding tutti possono sbagliare - 19 dicembre 2014 - 002

Crowfunding tutti possono sbagliare - 19 dicembre 2014 - 001

20 dicembre ore 09.45 – Saldo PayPal € 2.106,90 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 5.306,90 / € 8.000,00 – Donazioni singole: 107

quinta rendicontazione

Tuttipossonosbagliare - Crowfunding - 20-21 dicembre 2014

21 dicembre ore 15.15 – Saldo PayPal € 2.515,00 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 5.715,00 / € 8.000,00 – Donazioni singole: 114 – Sesto giorno di campagna

sesta rendicontazione

Tuttipossonosbagliare - 23 dicembre 2014

23 dicembre, ore 23.45 – Saldo Paypal 2.576,4 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): 5.776,00 / 8.000,00 – Donazioni singole: 117 – Ottavo giorno di campagna

settima rendicontazione

Tuttipossonosbagliare - 31 dicembre 2014

31 dicembre, ore 10.45 – Saldo Paypal € 2.614,34 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 5.814,34 / € 8.000,00 – Donazioni singole: 119

ottava rendicontazione

Tuttipossonosbagliare - 31-12-2014

1 gennaio 2015, ore 14.45 – Saldo Paypal € 2.676,43 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 5.876,43 / € 8.000,00 – Donazioni singole: 121

nona rendicontazione

Tuttipossonosbagliare - Rendicontazione 9 gennaio 2015

9 gennaio 2015, ore 20.25 – Saldo Paypal € 2833,72 – Contributo di Blogo: € 3.200.00 – Situazione crowdfunding (raccolti / obiettivo): € 6.033,72 / 8.000,00 – Donazioni singole: 127

#tuttipossonosbagliare – FAQ

Come prevedibile – per fortuna accade sempre e per fortuna alle persone è consentito di pensare in maniera autonoma – diluite fra la partecipazione e le condivisioni dell’iniziativa sui social network, ci sono anche “critiche”. Visto che mi sono impegnato a coordinare questa iniziativa insieme ai colleghi di Andrea, ho deciso di non rispondere direttamente alle critiche sui social, ma di farlo con alcune FAQ che si ispirano a quel che siamo riusciti a leggere in giro. Sostanzialmente, sembra che le “critiche” o le obiezioni si attestino sui punti che seguono.

FAQ #tuttipossonosbagliare

1) Sì, va be’, allora perché non facciamo un crowdfunding anche per pagare XXXYYY (dove a XXXYYY si può sostituire qualsiasi causa probabile, improbabile, personale o meno)?

Se pensi che la cosa interessi e se pensi di poter trovare un congruo numero di persone, fallo: nessuno te lo impedisce. Il crowdfunding o finanziamento collettivo (o popolare) è un meccanismo che consente proprio questo. Si propone una storia, un progetto, una situazione, e si chiede un finanziamento. Le persone che leggono decideranno poi autonomamente se partecipare o meno.

2) Chi sbaglia paga, perché dovremmo sostenere Andrea?

Questo, consentimi di dirlo, significa dare a tutto un prezzo, indistintamente e senza alcun tipo di relativizzazioni.

L’errore di Andrea c’era, è vero. Era in un pezzo in cui si parlava di finanziamento pubblico ai partiti e “scambiava” una persona con un’altra. Non c’era alcun dolo né accanimento da parte del giornalista, non c’erano titoloni né illazioni. C’era un semplice errore di “scambio”.
Non solo: quando il giornalista sbaglia, la parte che si ritiene danneggiata ha facoltà e diritto di chiedere la rettifica con medesima visibilità dell’errore, e il giornalista è tenuto a rettificare.
Questa considerazione, la sproporzione colossale fra il danneggiato e il danneggiante, e la cifra pattuita, che per un freelance è enorme, ci hanno indotti a sostenerlo con un’iniziativa di solidarietà di cui siamo tutti molto contenti.

3) Blogo poteva pagare tutto, no?

Lo ripeto: l’intervento di Blogo, non dovuto, è un atto molto bello e generoso.
Altri avrebbero potuto lasciare solo il freelance. Altri fanno addirittura firmare manleve in tal senso.
Sono molto contento del fatto che l’editore, pur non coinvolto nella querela, abbia deciso di sostenere un giornalista freelance che scrive anche per Blogo.

4) Ma così facendo non avallate il sistema? Non date i soldi al politico di turno?

No. Stiamo supportando una persona, un collega che ha già dovuto sostenere l’esborso in una necessità materiale.

5) Perché avete fatto questa iniziativa e non XXXYYY (sostituire a XXXYYY qualsiasi iniziativa lodevole vi venga in mente)?

Perché, dopo aver riflettuto a lungo sulle possibilità, abbiamo ritenuto che fosse la cosa migliore da fare. È stata sottoposta ad avvocati che ci supportano e concordata con loro. E, naturalmente, con Andrea, che è una persona e un lavoratore che vede la sua storia rimbalzare da un “social” all’altro. Ci stanno a cuore le persone, prima di tutto.

6) Non era meglio fare qualcosa che abbia un’utilità generale?

Abbiamo ragionato per priorità. La nostra priorità era e resta la costruzione di una rete solidale per garantire supporto materiale. Poi ci occuperemo, con piacere ed entusiasmo, anche della questione più ampia, chiaramente citata nel racconto dell’iniziativa. È nostra intenzione farlo per dare un seguito a questa brutta esperienza e alla rete di persone che si propongono per fare qualcosa, che vogliono essere coinvolte.

7) Non sono comunque d’accordo con quello che fate perché… / Penso sia meglio… / Trovo che sia discutibile / …

Nessun problema: l’iniziativa è su base volontaria, nessuno è obbligato a sostenerla e per fortuna si può anche avere una visione diversa sulle questioni più varie. Grazie comunque, anche solo per aver manifestato interesse per questa storia.

8) Chi ci garantisce che sia stato un errore e non sia stato fatto per dolo?

Il fatto che un’intera redazione, il direttore responsabile e il giornalista stesso decidano di raccontare pubblicamente l’intera storia e di avviare una raccolta fondi e che l’editore intervenga con un importante sostegno alla campagna dovrebbe essere una garanzia importante e sufficiente.

(*) Ricorda solo che per ogni transazione PayPal trattiene 0,35 euro + una percentuale fino al 3,4%

Emergenza e business: chi ci guadagna?

L’articolo su Repubblica a proposito del sistema Carminati inizia così: «Quello che per l’Italia è emergenza, per Mafia Capitale è business». Splendido attacco. Ci vorrebbe, però, anche la profondità di analisi per costruire da questo ennesimo esempio il teorema. Tutto ciò che è emergenza è anche business. E quindi il giornalista dovrebbe fare domande e trarre conclusioni. Per prima cosa, ogni volta che viene decretato uno stato d’emergenza formale o informale (post terremoto, per l’immigrazione clandestina, perché ce lo chiede l’Europa, perché il cambiamento è urgente), chiedere e chiedersi: «Chi ci guadagna?»

Ogni volta che si apre il vaso di Pandora su qualche scandalo, il giornalismo appare senza memoria. Come il normale cittadino.

Nel 2011, parlando di Cie e campi nomadi, dell'”emergenza rom”, di Alemanno e compagnia, scrivevo:

«Un interlocutore unico dal volto buono è un punto di partenza fondamentale per gestire l’emergenza secondo criteri ben noti, con un filo rosso che unisce i Cie, i campi nomadi, le catastrofi naturali. L’emergenza svincola dalle leggi e genera profitti, politici ed economici. Il no profit e il sociale garantiscono il sostegno dell’associazionismo. L’associazionismo fa sembrare ogni intervento virtuoso. La virtù genera consenso elettorale. Il consenso elettorale porta all’elezione e l’elezione permette di gestire gli appalti». [Croce rossa – Il lato oscuro della virtù]